Bonaldo
Bonaldo
Il Made in Italy curato in ogni dettaglio

Dal 1936 Bonaldo realizza arredi di design collaborando con progettisti di fama internazionale del calibro di fra i quali Carlo Bartoli, Karim Rashid, Mauro Lipparini, Alain Gilles, Ryosuke Fukusada.
La ricerca in campo tecnico ha permesso all’azienda di sperimentare con successo accostamenti di materiali di grande impatto dai legni alle pietre, dai vetri ai metalli, dai tessuti ai materiali hi-tech. I numerosi premi internazionali assegnati alle creazioni Bonaldo testimoniano lo standard qualitativo e l’innovazione che ispirano la produzione dell’azienda.
La gamma di arredi Bonaldo comprende più di 220 pezzi, tra tavoli, sedie, divani, letti e complementi, adatti a soddisfare le più diverse esigenze abitative.
La capacità di utilizzare elementi di alta artigianalità, innovazione tecnologica e fantasia creativa è profondamente radicata nei processi produttivi dell’azienda, che vede poi concretizzarsi nelle varie collezioni i concetti del bello, del ben fatto, della qualità di prodotto.
La storia di Bonaldo è una storia profondamente italiana: la passione per il bello sposa perfettamente la funzionalità di prodotto, confezionando arredamenti curati in ogni dettaglio nel segno di un “made in Italy” che contraddistingue ogni pezzo.
Foto: Bonaldo
Sito web: http://www.bonaldo.it

Laura Curino
Laura Curino - Mani grandi, senza fine
19 Maggio 2018
Teatro delle Muse - Ancona

La narrazione delle storie di design comincia a teatro con “Mani grandi senza fine”, spettacolo portato in scena al Piccolo Teatro di Milano (e qui riproposto in versione lettura) da Laura Curino, autrice e attrice torinese.
Tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione, Laura Curino racconta il Design tramite le storie dei suoi protagonisti, come Marco Zanuso, Ettore Sottsass, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Vittorio Viganò, Roberto Menghi e Vico Magistretti: aneddoti e storie che hanno come sfondo Milano, scenario che ha visto nascere il grande design italiano.
“...Poi ci sono notti storte in cui cerchi per ore una parola e non la trovi, notti inutili in cui ti chiedi perché mai ti sei cacciata in questo mondo tutto di maschi che chissà se arriverai mai a capire, e la notte che improvvisamente butti via tutto, perché sarà che è quasi l’alba, sarà che sei stanca morta, ma loro, gli oggetti, si sono messi a parlarti, a dettarti un altro testo. Una notte così ho cominciato a scrivere dal punto di vista delle cose. Parlano loro, le cose. E questo è Mani grandi, senza fine”. Laura Curino
Di Laura Curino mi piace la sua onestà intellettuale, il suo fare teatro raccontando sogni e passioni di personaggi che sono riusciti a costruire la loro vita proprio sui loro sogni. In scena la Curino si presenta con la propria identità, per raccontare storie – non per rappresentarle – e senza la maschera del personaggio. I suoi testi e la sua voce emozionano e offrono sempre spunti di riflessione.
Due ore di intenso stupore, riflessione e leggerezza. Ho sempre pensato e detto che il design investe tutto il nostro mondo…Nel suo spettacolo, è come se Laura Curino avesse dato un’anima a queste mie parole, un senso ancora più profondo, rendendo le cose stesse – e non solo noi – partecipi di questo mondo.
Vittoria Ribighini
Arper
Arper
La leggerezza fatta design

La leggerezza fatta design. Potrebbero essere riassunte così le caratteristiche dei prodotti Arper. Quasi il frutto di una creazione lieve, spontanea, in realtà il risultato di un pensiero forte e coerente, di investimenti nella ricerca, di tecniche di produzione all’avanguardia, di una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, all’ergonomia e ai dettagli, alle persone –soprattutto- che utilizzeranno questi prodotti.
Arper ha la sorprendente capacità di “vestire” qualsiasi contesto in modo sempre nuovo, elegante e confortevole: tavoli, sedie, sgabelli, divani, poltrone, pannelli fonoassorbenti che definiscono spazi e ne articolano di nuovi…
Prodotti che personalizzano indifferentemente il contract, i luoghi del lavoro o quelli più intimi della residenza, sapendo che la qualità degli spazi che abitiamo ha influenza su tutto: sulla salute e sul nostro essere produttivi, sulla creatività, sulla collaborazione e sul piacere di stare insieme.
Armonia, sintesi, rigore formale, senso del colore, rispetto per l’ambiente sono i valori con cui Arper si identifica. Valori che sono estesi dal product design alla cultura aziendale, e oggi interessano l’intero sistema di comunicazione integrato. Un progetto sviluppato in collaborazione con le agenzie 2×4 di New York e lo studio Lievore Altherr Molina di Barcellona.
La giuria del più importante premio di design – a livello internazionale – assegna alla Brand Identity Arper la Menzione d’ Onore Compasso d’Oro ADI, insieme ai molti altri riconoscimenti e Compasso d’Oro per i tanti loro prodotti.
Foto: Arper
Sito web: https://www.arper.com
Vittoria Ribighini racconta Arper
Come definire Arper?
Se provo a immaginare uno spazio fatto di leggerezza, naturale eleganza, design semplice e insieme “unico” non posso che pensare ad Arper.
Penso a quello che certe forme, e non altre, sono in grado di comunicare, alla sensazione di benessere nel vivere certi spazi che si relazionano con queste forme, al piacere di toccarle, alle sue linee fluide, confortevoli nell’accoglierti e ai tanti possibili colori che si ispirano al mondo naturale. Penso all’atteggiamento con cui Arper si pone di fronte al tema della sostenibilità ambientale.
Anche qui non c’è nulla di “gridato” non c’è autoreferenzialità, ma un atteggiamento responsabile di ricerca, confronto, idee, impegno intellettuale, economico e infine di progettazione per possibili soluzioni a un problema che sempre più ci investe e chiede risposte. Design per la sostenibilità, serio, concreto, vero!


Un mondo interessante questo di Arper…
Provo un affetto particolare per questo brand perché ne condivido ampiamente i valori, il pensiero e la poetica, quel modo leggero, spontaneo, di equilibrio nel realizzare un oggetto restituendone l’essenziale: la bellezza della sintesi, che unisce più livelli di significato in un’unica forma.
Mi viene in mente “Catifa”, la sedia stra-copiata, stra-venduta, Compasso d’Oro per il design e icona di versatilità.
Questa seduta unisce in sé il pensiero che l’ha generata, una tecnologia raffinata, la preziosa abilità della mano dell’uomo, la sensibilità e il rispetto verso il nostro pianeta. Il suo profilo ricorda un tappeto in balia del vento, che inizia a muoversi prima di prendere il volo. L’idea da cui nasce è negli antichi racconti che i viaggiatori, lungo la Via della Seta, si facevano seduti sui tappeti. E mentre riposavano, fantasticavano di poterli usare come mezzi di trasporto per andare da un luogo all’altro. Il paragone è anche letterale – in Catalano, Catifa significa tappeto.

Come nasce un prodotto Arper?
L’immaginazione è fondamentale, viene poi il gesto creativo, la concretezza.
Per Arper c’è sempre e comunque un assunto di base “ il mondo è una rete di sistemi viventi che interagiscono costantemente fra loro…”.
Allo stesso modo il design di qualità non può che essere dialogo, armonia fra le parti, funzionalità, sostenibilità; deve essere in relazione con uno spazio, un luogo, un ambiente, una cultura.
In questo la natura è una notevole fonte di ispirazione ed è proprio dalla natura che alcune forme traggono la forza della loro identità concettuale.
Un esempio per tutti Leaf una seduta che riprende le venature di una foglia, pensata per l’esterno ma perfetta anche negli interni. Bellissima!
Qualche altro esempio di creatività?
Il tavolo Aeeri, un singolo foglio in acciaio piegato che rimanda all’aspetto giocoso, sereno del vivere. Viene istintivo pensare a un origami o a quegli aeroplanini di carta che tutti noi bambini abbiamo costruito, con cui abbiamo giocato e che, stupiti, guardavamo volare. Aeeri parte da qui, da un gioco e dalla volontà di offrire un prodotto molto resistente ma visivamente leggerissimo, capace di stupirci allo stesso modo dell’aeroplanino.
E poi Saya, una sedia ispirata all’ambiente domestico, in multistrato di legno, per esprimere al meglio le sensazioni di calore e vita. Ricorda un abbraccio o anche un animaletto con quattro zampe e il collo curvo (è in rete il video di un cerbiatto che stiracchiandosi, curvandosi, si trasforma in Saya. Delizioso!)
L’elenco è lungo… il divano presentato all’ultimo Salone del mobile, Shaal, potrebbe essere un cesto con tanti cuscini dove tuffarsi, dove sentirsi coccolati. Una culla?
Chiudo con un’immagine presa da un’intervista allo studio Lievere Altherr Molina pubblicata nel 2012: “Il design di qualità è per sempre. Pensiamo a una semplice ciotola intagliata nel legno, realizzata in una qualsiasi parte del mondo. La sua forma richiama l’immagine di due mani che si uniscono per permetterci di bere. Esiste qualcosa di più universale?”

Alivar
Alivar
Gli arredi versatili con una forte personalità

Alivar è un’azienda dinamica che propone arredi che interpretano le moderne tendenze del design contemporaneo, ma vanno al di là delle mode del momento. Gli spazi Alivar sono fatti per durare e arricchirsi nel tempo.
La costante ricerca ed evoluzione in campo di tecnologie e design, fa dell’azienda una realtà all’avanguardia in grado di ambientare ogni angolo della casa, con collezioni che toccano tutti gli ambiti dell’abitare. Gli arredi Alivar hanno una forte identità pur essendo versatili: le linee risultano armoniche e coordinate nello stile ed eterogenee nella tipologia di offerta.
La ricerca si estende all’uso dei materiali, selezionando le materie prime con grande cura e plasmandole in modo da valorizzarne le caratteristiche intrinseche. Gli oggetti Alivar sono curati fin nel più piccolo dettaglio.
Lo stile è elegante ma discreto, con una forte personalità ma senza necessità di ostentazione, valori propri di un Made in Italy che concepisce il prodotto come valore. Non a caso l’azienda si fregia della certificazione 100% Made in Italy, orgogliosamente ottenuta per la produzione interamente italiana in ogni sua fase e in ogni suo componente.
La qualità artigianale, il design innovativo ma senza tempo, la continua ricerca tecnica e tecnologica rendono l’arredamento Alivar perfetto per chi vuole arredare con sobria eleganza, ma anche dare una forte personalità ai propri ambienti.
Gli spazi Alivar sono composti da prodotti di alto design, realizzati con materiali prestigiosi per creare ambienti unici e suggestivi. Una soluzione di arredo per chi predilige sempre l’eccellenza.
Foto: Alivar
Sito web: http://www.alivar.it

Alias Design
Alias Design
Leggerezza tecnologica, trasversalità e innovazione

Alias Design è un brand fortemente italiano in cui leggerezza tecnologica, innovazione e trasversalità d’utilizzo si fondono dando vita a prodotti estremamente curati nei dettagli e nella fattura.
La ricerca è uno dei cardini su cui si poggia la produzione Alias Design: sia per la fase progettuale, sia nella scelta dei materiali, la sperimentazione e la creatività disegnano arredi dalla forte carica espressiva nella loro essenzialità.
L’utilizzo inedito dei materiali e la sperimentazione di nuove tecnologie è volto anche alla sostenibilità dei prodotti: l’attenzione per l’ambiente utilizzando lavorazioni che minimizzino l’impatto su di esso è parte integrante per la produzione Alias. In quest’ottica si inserisce anche la produzione a “chilometro zero”: tutti i prodotti Alias sono infatti realizzati in Italia, presso fornitori situati nel raggio di 50 km rispetto la sede di Grumello del Monte e Motta di Livenza.
Gli arredi, proprio per l’essenzialità delle linee e delle forme, sono caratterizzati da una innata trasversalità d’uso: questo ne fa complementi perfetti all’interno di spazi domestici, di ambienti di lavoro, senza tralasciare una grande propensione al mondo del contract.
La leggerezza formale è il carisma silenzioso dei prodotti Alias, che hanno un disegno estremamente semplice, rigoroso, e nascono tutti dall’originale formula che ormai contraddistingue il marchio e si basa sul costante lavoro svolto dall’azienda nello sviluppo di ricerca creativa e progettuale, qualità di prodotto, innovazione di materiali e di tecnologie produttive.
Foto: Alias Design
Sito web: https://alias.design/

àbito - storie di design
àbito - storie di design
àbito: una Rassegna di incontri, performance e installazioni aperti alla città, che vede coinvolti architetti, giornalisti, designer, attori, imprenditori e artisti di respiro nazionale e internazionale.
Per raccontare, riflettere e approfondire il senso del Design, la sua filosofia, le sue storie: quello straordinario incontro fra curiosità, voglia di sperimentare e mixare cultura, competenze, imprenditori illuminati e comunicazione.
àbito si propone – cito qui Michele De Lucchi – “di tornare a dare il giusto valore alle cose, alle azioni, ai pensieri, ai sentimenti”.
Si abitano gli oggetti, il proprio spazio privato, la città, il nostro paesaggio disegnato dal lavoro dell’uomo. Espressioni autentiche di una esperienza dell’abitare nel rispetto dei luoghi, delle cose e del proprio essere-nel-mondo.
Cose di senso, con un senso.
Vittoria Ribighini

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All'aperto
All'aperto
L'arrivo della primavera porta le nuove collezioni di arredi per esterni
25 marzo 2017
Bentornata Primavera!
Perché con te torna la voglia di regalarsi uno spazio verde, tutto da progettare, da vivere, da curare.
Non importa se un giardino, un grande terrazzo o un piccolo balcone…
Sarà il nostro angolo privato, all’aperto, dove fermarsi a riflettere, ad ascoltare il mattino e a ritrovarsi la sera, insieme.
Inaugureremo il nostro “giardino” con un brindisi, sabato 25 Marzo alle ore 18.00, qui in via Pizzecolli.
Sarà un vero piacere rivedersi,
vi aspetto
VittoriaRibighini
[In collaborazione con Ciavattini Garden
Presenteremo la nuova collezione Gervasoni 1882]
La Via Maestra
La Via Maestra
Architettura e personaggi della più importante strada del centro storico di Ancona
19 Marzo - 3 Dicembre 2016

Un ciclo di incontri per “abitare” con affetto e orgoglio la nostra città, un percorrere l’antica Via Maestra tenuti quasi “per mano” da Ciriaco Pizzecolli, personaggio fra i più affascinanti della nostra Ancona del primo Quattrocento.
Mercante, studioso, epigrafista, archeologo, il cui viaggiare per affari diventa occasione e poi sete di conoscenza e di amore profondo per una antichità gloriosa da riscoprire, da proteggere e da tramandare.
Con lui inizia questo viaggio nella Storia e nella Bellezza, attraverso Francesco di Giorgio Martini, Giorgio da Sebenico, il Vanvitelli …
Interverranno: Michele Polverari, Fabio Mariano, Costanza Costanzi, Giorgio Petetti, Fausto Pugnaloni, Maria Luisa Polichetti, Nicoletta Frapiccini.
Teatro alle Muse di Ancona
Teatro alle Muse di Ancona
Allestimento del foyer di platea
In occasione della “prima del Rigoletto” vestiamo il Foyer di platea al Teatro delle Muse. Uno spazio aulico e particolarmente amato, che viene ripensato, sottolineando l’unicità del luogo e i volumi decisamente non consueti.
Linee essenziali e bianco puro nelle lunghe sedute. Grandi puff che ripropongono il susseguirsi delle colonne. Sui divani, i toni dei cuscini sono quelli delle opere, alle pareti, del maestro Valeriano Trubbiani.
Lampade contemporanee e la storica Fortuny, di Pallucco. Anche essa grande, come tutto qui. Un omaggio a Mariano Fortuny che, nel 1907, proprio per il palcoscenico, progetta questo nuovo tipo di illuminazione, utilizzando il treppiedi classico della macchina fotografica e rovesciando completamente il paralume. Perché la luce possa essere indiretta, orientabile e diffusa.
Equilibrio di volumi e colori. Luoghi che si raccontano. Luoghi da ascoltare e da vivere.
Presenze discrete, suggerite o evocate.
Perché progettare è proprio questo: rispetto dei luoghi, caratterizzazione di uno spazio, immagine del nostro vissuto.












































































